Cilento: alle origini della dieta mediterranea

Pane, pasta, legumi, frutta e verdura, olio d’oliva, vino. Non una lista della spesa, ma sono gli alimenti alla base della dieta mediterranea, un regime alimentare che nel suo modello riassume quelle che da secoli sono le tradizioni culinarie dell’area del mediterraneo.

Un lungo legame tra Ancel Keys e il Cilento.

Quella che oggi è conosciuta con la definizione di dieta mediterranea trae le sue origini all’inizio degli anni’ 50, quando il ricercatore statunitense Ancel Keys, attraverso i suoi studi e i dati raccolti, portò all’attenzione il legame tra il basso tasso di malattie cardiache in alcune popolazioni dell’area mediterranea e l’alimentazione. In quegli anni, dopo aver soggiornato in diversi luoghi tra Campania e Calabria. Keys diede vita al “Seven Countries Study”, uno studio comparativo dei regimi alimentari su un totale di 12.000 casi distribuiti in sette Paesi e tre continenti. Il risultato della ricerca fu evidente: nelle popolazioni che abitavano nelle aree del mediterraneo, che avevano un regime alimentare basato in prevalenza su cibi come pasta, cereali, pesce, frutta, verdura e come unico condimento l’olio d’oliva, il tasso di mortalità per cardiopatie risultava inferiore rispetto agli abitanti di Paesi in cui era superiore l’utilizzo di alimenti con alta percentuale di grassi saturi di origine animale (burro, latte, carni rosse…).

Per studiare ancora più a fondo lo stile di vita e il modello alimentare, nel 1962 Ancel Keys decise di trasferirsi nel Cilento, a Pioppi, frazione del comune di Pollica, dove comprò un terreno in località Minnelea (così rinominato dalla sintesi tra Minneapolis e la vicina Elea, due luoghi a lui cari). Vi abiterà per circa 40 anni, appassionandosi ai prodotti e alle coltivazioni locali, e alternando i suoi studi ai soggiorni tra il Cilento e il Minnesota.

Dai suoi studi e dalle ricerche sulla correlazione tra alimentazione, livelli di colesterolo ematico e rischio di malattie cardiovascolari, Keys e sua moglie Margaret, appassionata di cucina e nutrizionista, diedero vita al libro che ha avuto larga risonanza e diffusione, intitolato “How to Eat Well and Stay Well: the Mediterranean Way” (Mangiar bene e stare bene, con la dieta mediterranea). Da quest’opera in poi si iniziò a parlare di dieta mediterranea, delineando per la prima volta i concetti base, individuando i cibi che la caratterizzano, le peculiarità e i vantaggi, ma anche, se pur ridotti, i suoi limiti.

La stesura del libro è avvenuta proprio nel periodo di residenza nel Cilento. Nella loro dimora italiana hanno potuto sperimentare ricette tipiche dell’area del mediterraneo, utilizzando anche prodotti coltivati da loro stessi tra cui olio extravergine d’oliva e agrumi. E proprio da questa passione anche culinaria è nato un libro che non è solo un trattato scientifico, ma anche un volume pieno di ricette salutari e interessanti.

Grazie al suo grande lavoro Ancel Keys è considerato tutt’oggi il padre della dieta mediterranea.
Ha ricevuto nel 2004, anno in cui è venuto a mancare all’età di quasi 101 anni, la cittadinanza onoraria dal Comune di Pollica. Nello stesso anno è stato insignito dal Presidente della Repubblica Italiana della Medaglia al Merito per la salute pubblica, per i suoi studi e per la divulgazione sugli effetti positivi della dieta mediterranea nell’alimentazione dell’uomo.

Una dieta salutare esportata in tutto il mondo.

La dieta mediterranea, come abbiamo visto, consiste in un’alimentazione povera di grassi e di proteine animali, composta da alimenti che hanno fatto parte della cultura alimentare del mediterraneo per secoli e che, se accompagnata anche da attività fisica, risulta molto salutare.
Questo tipo di alimentazione è ad oggi adottata in molti Paesi e nei diversi continenti, tanto da portare ad una variazione nel tipo di alimentazione anche in nazioni come la Cina, grandi consumatori ad oggi di prodotti come olio di oliva, vino, cereali, legumi e pasta.
Se fino a qualche anno fa non era considerata un modello alimentare da seguire, grazie agli studi sulla nutrizione, oggi questa dieta ha per molti una funzione preventiva per patologie cardiovascolari, ed è quindi consigliata da molti nutrizionisti come alimentazione utile a prevenire tali disturbi in soggetti a rischio.

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